Ultimo aggiornamento 30  settembre 2003

 

UNA FESTA PER IL SALUTO E UN MONUMENTO UNICO AL MONDO.

 

Un coro di s-ciao, che nell’antico “venesiàn” equivaleva ad un saluto di riverenza, è diventato in tempi moderni come i nostri quel  “Ciao” mondiale che ieri è partito dagli otre 450 alunni delle scuole vicentine e padovane, ospiti alla “Festa per il saluto” svoltasi a Montegaldella (Vi). Una festa a dir poco “salutare”, come l’hanno voluta battezzare i tanti ospiti presenti, convinti assertori del messaggio promosso dell’associazione Bosco delle Fate che, in collaborazione con l’Amministrazione di Montegaldella,  ha intenso valorizzare questo “gesto di cultura che rischia di scomparire dai nostri e città.” La campagna “Salva il saluto”, in realtà aveva già coinvolto un anno fa 37 tra le maggiori amministrazioni venete: “Per questo – ha risposto il sindaco Giacomo Bertinato-, abbiamo creduto e voluto coronare questa singolare iniziativa dedicando il nostro Comune al saluto.” E’ nato così, il primo “Paese del Saluto” d’Italia, dove troneggia da ieri  anche un monumentale bassorilievo in pietra, opera del maestro scalpellino Guido De Tomasi 80enne di Vicenza, che ha scolpito l’effige di Albano Cozza, 83 anni di Montegalda, reso celebre per aver prestato la sua pacifica faccia alla  campagna di sensibilizzazione,  avviata dal Bosco delle Fate. “Volevamo che vi fosse un monumento visibile, – ha spiegato durante l’inaugurazione il sindaco-, che celebrasse nel tempo e per le generazioni future la semplicità e il valore di questo gesto umano.” “Un saluto che  è maschile e femminile, singolare e plurale. Il ciao, lo voglio scritto sulla mia tomba – ha dichiarato don Mazzi, testimonial ufficiale della manifestazione-, perché dice con quattro lettere chi sono, cosa ho fatto e cosa farò.” Accattivante come sempre, il prete della televisione e della solidarietà non ha mancato così di sottolineare come e quanto oggi il valore civile e culturale del salutarsi non solo si stia  perdendo, ma in città come Milano, stia diventato addirittura un gesto estraneo.

 A mostrare la vicenda  storica del saluto, quella medievale per intenderci,  sono intervenuti gli spadaccini del Palio di Monselice e Trambacche (Pd) che duellando, hanno messo in scena l’origine del nostro moderno saluto di mano. Dalla storia di ieri alla musica di oggi con l’esibizione rap del gruppo vicentino  Majestik 12  e del coro di 40 ragazzi “Arcobaleno” di Luca Giacon di Padova, che hanno cantato  quello che  divenuto l’inno ufficiale del saluto. Attori-acrobati del teatro “il Frizzo” di Bologna hanno presentato lo spettacolo dall’eloquente titolo di “Saeudem, saeudom…saeam.” Un maniera ironico per salutare quella che da Montegaldella diventare presto una campagna nazionale e poi europea per dire che, il saluto migliora la qualità della vita di tutti i cittadini, vicini o lontani.

 

 

 

 

UNA PIOGGIA DI “CIAO” PER LA FESTA PER IL SALUTO DI MONTEGALDELLA CHE HA INAUGURATO  IL PRIMO MONUMENTO AL MONDO DEDICATO AL SALUTO: sabato scorso la cerimonia con 450 ragazzi delle scuole don Mazzi.

 

“Il ciao lo voglio scritto sulla mia tomba, perché dice con quattro lettere: chi sono, cosa ho fatto e cosa farò!”Una dichiarazione o per meglio dire un testamento spirituale, enunciato senza preavviso, è stata l’autentica sorpresa voluta da don Mazzi, il celebre volto della televisione, durante la Festa del Saluto svoltasi a  Montegaldella sabato scorso. “Ho creduto e voluto fin da subito diventare testimone della campagna per salvare il saluto – ha detto nel suo intervento, don Mazzi-, proprio perché conosco il valore morale insito in queste quattro parole.”

Accattivate come sempre, il prete che fora il video con la sua schiettezza e spontaneità tutta veneta, - come ha ribadito  il fondatore della comunità Exodus-, ha poi concluso il suo intervento con una sua poesia dedicata interamente al Ciao (riportata a lato). Una presenza quella di don Mazzi che ha letteralmente travolto d’entusiasmo  gli oltre 400 ragazzi delle scuole elementari e medie di Nanto, Grisignano, Longare, Mestrino, Montegalda e Montegaldella, ospiti d’onore alla Festa del Saluto, voluta per l’inaugurazione del suo monumento che da sabato scorso  troneggia nel centro del “Paese del Saluto”.

Una festa a dir poco “salutare”, come è stata battezzata dai tanti ospiti presenti, convinti assertori del messaggio promosso dell’associazione Bosco delle Fate, che in collaborazione con l’Amministrazione di Montegaldella,  ha intenso valorizzare questo “gesto di cultura che rischia di scomparire dai nostri e città.” “Allora,  – ha risposto il sindaco del Paese del saluto,  Giacomo Bertinato-, perché dopo tanti venali monumenti sparsi per l’Italia  che prendono a prestito volti noti dello spettacolo  (uno tra tutti , quello con la Arcuri interpretata come “la donna del pescatore”), non  pensare dal canto nostro  ad un monumento che facesse della semplicità la sua forza e vanto, come quello per il saluto?”

L’idea è venuta ancora una volta all’associazione Bosco delle Fate, ideatrice già un anno fa della campagna “Salva il saluto”, tanto che si sono rivolti all’ottantenne maestro della pietra, Guido De Tomasi di Vicenza, per realizzare un bassorilievo su cui campeggia  il mezzo busto con la mano alzata del coetaneo Albano Cozza di Montegalda, divenuto celebre per aver prestato la sua immagine alla campagna di sensibilizzazione. “Tutto questo non è un caso, – risponde Daniele Segato, presidente del Bosco delle Fate- se consideriamo che questo monumento ha un valore artistico ma ancor più  morale. Celebra un gesto antico e moderno; italiano e universale, come ha detto don Mazzi.”  Così per il grande giorno dell’inaugurazione del primo monumento al saluto del mondo, la cerimonia formale si è trasformata in una grande festa popolare. Una rievocazione storica del saluto d’armi , presentata  dagli spadaccini del gruppo medievale del celebre Palio di Monselice e Trambacche, ha mostrato  con un vero duello conclusosi con un segno di pace, l’origine del nostro moderno saluto di mano. Dalla storia antica, ai suoni moderni  della musica rap con l’esibizione del noto gruppo vicentino  Majestik 12, ha esaltato la giovane platea con un inedito brano  sul saluto che “da oggi porteremo anche nei nostri concerti”, hanno risposto i rapper vicentini. 

Straordinaria è stata la presentazione dell’ originale “Inno al saluto” composto e musicato dal maestro Luca Giacon ed eseguito dal vivo in anteprima dal coro “Arcobaleno”, composto da 40 giovanissimi ragazzi padovani.

Spazio poi al teatro con attori-acrobati del “il Frizzo” di Bologna che hanno presentato lo spettacolo dall’eloquente titolo di “Saeudem, saeudom…saeam.” Dal laboratorio dei  vicentini fratelli De Marchi, è arrivato poi lo “S-ciao“, ovvero  la prima maschera del saluto, per dimostrare come tanti  forme artistiche possano dire che “il saluto è un gesto di civiltà e cultura che ci appartiene”.

Tanti ciao per ribadire che il saluto moderno ha una radice antica: quella veneziana dello “s-cia tuo” schiavo tuo,  che dimostra in realtà come salutarsi non sia solo pura  formalità. Quanto, una forma di apertura al prossimo inteso anche con l’inquilino della porta accanto.

“Tanto semplice da essere efficace – come affermano i volontari del Bosco delle Fate-, tanto da pensare che questa festa e il suo monumento,  serva e possa servire a migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini”, vicini e lontani. Non a caso alla fine, dal palco è stato annunciato l’avvio per le scuole del Veneto del Concorso: “Un mondo di saluti” che raccoglierà elaborati artistici, fotografici, letterari ecc. che si concluderà nel maggio 2004. Per allora anche i 5 zainetti partiti sabato per i vari Continenti con l’incarico di viaggiare passamano per raccogliere un “mondo di saluti” , dovrebbero fare ritorno in quel piccolo Paese del Saluto, patria del più celebrato saluto del mondo: il Ciao!

 

 

DOMANI SABATO 27 SETTEMBRE LA GRANDE FESTA DEL SALUTO A MONTEGALDELLA (Vi) :

si inaugura il monumento al saluto con personaggi della cultura e spettacolo.

Dei 5.868 piccoli paesi d’Italia, quello di Montegaldella (1600 abitanti), vanta sicuramente un titolo originale: quello di essere il  “Paese del Saluto”. “Da oggi, il nostro piccolo  paese sarà ricordato anche per questo, – spiega il primo cittadino Giacomo Bertinato-, visto che dedicheremo al saluto anche un monumento posto dinnanzi al nostro Municipio.” Un evento senza precedenti che è il risultato di una campagna di sensibilizzazione avviata dall’Ass. Bosco delle Fate.

“ Crediamo che sia doveroso dedicare un monumento a quel gesto semplice quanto ricco di significati – dice il presidente Daniele Segato-, che rappresenta il saluto.”

Non a caso all’ingresso del paese si legge: Hola, Salut, Ciao, Hy, Salam, Shalom. La festa che si celebra oggi, è un vero e proprio un tributo al saluto con tanto di testimonial d’eccezione e un pubblico di oltre 400 ragazzi delle scuole di Montegaldella, Mestrino, Longare, Villaganzerla e Veggiano. Uno spettacolo che inizierà alle 9.30 del mattino, fino alle 12.00 con una serie di appuntamenti spettacolari, come il duello medievale  per spiegare il significato del saluto storico, messo in scena dagli spadaccini del prestigioso Palio di Monselice e Trambacche.

Toccherà poi ai 40 ragazzi del coro Arcobaleno di Luca Giacon , cantare  l’inno al saluto composto in esclusiva per l’evento.  Il gruppo rap “Majestik 12” di Vicenza, proporranno un’altra originale versione musicale sul tema.  L’intervento di don Mazzi, aprirà la serie d’interventi che accompagneranno l’inaugurazione del primo monumento al mondo dedicato al saluto Un bassorilievo alto più di due metri, realizzato in pietra di Nanto, l’opera di un anziano scultore vicentino, Guido DeTomasi che ha voluto interpretare e concentrare la sua opera nel gesto di mano.  Cultura, arte, ma anche spettacolo: così, alla festa non mancherà l’ironia dello spettacolo teatrale “Saludon, saludem, salam”, proposto dalla compagnia Il Frizzo di Bologna. Il gran finale sarà affidato alla presentazione del concorso per le scuole, dal tema “Un mondo di saluti” e agli zainetti che partiranno  per il mondo  consegnati dal “Ciao”, la prima maschera sul saluto ideata e realizzata dai Fratelli De Marchi di Villaga.

Montegaldella, celebra così il suo titolo di primo  Paese del Saluto d’Italia, raccogliendo attorno a sé la simpatia e gli apprezzamenti di molti uomini di cultura e spettacolo convinti che:  “Difendere il saluto, significhi mantenere vivo non solo una forma di civiltà; quanto un gesto che migliora la vita dei nostri cittadini”, come è stato scritto alla base del monumento ufficiale.

VI SAREMMO GRATI SE POTESTE PUBBLICARE QUANTO LETTO. CON IL NOSTRO SALUTO, ANCHE UN GRAZIE PER IL SOSTEGNO.

 

I volontari del BOSCO DELLE FATE

 

 

 

MONTEGALDELLA DIVENTA IL PRIMO “PAESE DEL SALUTO” AL MONDO:

 

dopo il successo della campagna “Salva il Saluto”, adesso c’è un monumento, un concorso regionale per le scuole e  un paese con molte manifestazioni intitolate a questo gesto di civiltà.

 

Estate tempo di vacanze e saluti. Non è certamente un caso che il primo  Paese del saluto sia nato proprio in questi giorni con il numero di protocollo della delibera comunale 1008. La particolarità è che al posto del classico fiocco, qui hanno messo un grande cartello stradale: Montegaldella, paese del saluto (v.foto).

Una nascita annunciata, nonché la naturale conseguenza  di quello che già un anno fa era stato avviato con la  singolare campagna “Salva il saluto” dall’Associazione Il Bosco delle Fate, in stretta collaborazione con la Regione Veneto e 37 tra i maggiori comuni del Veneto, in difesa questo gesto di civiltà che rischia di scomparire.

Rischia di estinguersi per davvero dai paesi e dalle città, come da gesti comuni che un tempo sembravano spontanei. Un gesto sempre meno di moda, il cui valore storico, oggi  è poco conosciuto. Soprattutto un segno di cultura che ha mille modi e lingue differenti, ma un unico significato in tutto il mondo. Non a caso, tra i diversi saluti posti nella grande insegna alle porte del piccolo paese di Montegaldella, è stato scelto il saluto più convenzionale: Ciao, seguito dal tradizionale saluto inglese, spagnolo,  tedesco, russo, arabo, israeliano. Quale miglior gesto di benvenuto per chi sa di trovarsi da oggi nel “Paese del saluto”. Il primo in Italia e forse al mondo. A tenerlo a battesimo il 25 giugno scorso è stato il  Consiglio comunale che ha ufficializzato il titolo di Montegaldella, quale  Paese del Saluto.

In realtà, prima ancor di questa investitura il paese era già conosciuto  nel resto d’Italia per la sua originalità, tanto da essere emulato da altri comuni: “Questo a dimostrazione che l’idea di promuovere il saluto, è una questione sentita e condivisa da gente di ogni età”, spiegano i promotori. “Ci sembrava doveroso accogliere come Amministrazione l’invito del Bosco delle Fate – dice il primo cittadino, Giacomo Bertinato-, che da mesi  è impegnato nella realizzazione di questo progetto. L’impegno dell’Amministrazione è quello di voler credere nei valori di civiltà e cultura  trasmessi da questa campagna, che  ha come  cardine il miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini.”

 Una sinergia di forze  che a fine settembre culminerà con una grande festa dove si inaugurerà alla presenza di personaggi dello spettacolo e della cultura il primo monumento dedicato al saluto.” Un  bassorilievo di due metri d’altezza realizzato a mano  in pietra  dei berici da uno scultore ottantenne  vicentino che, verrà messo a dimora dinnanzi al Municipio. “Per quella data – annunciano gli organizzatori, che ancora  serbano il segreto su chi sarà il personaggio famoso  che farà da  testimonial-, è previsto il lancio del concorso per le scuole elementari e medie di tutto il Veneto, nonché la partenza per i quattro angoli del mondo degli zainetti che avranno il compito di girare per i vari Continenti e fare ritorno l’anno successivo, magari carichi di saluti multietnici .” In realtà, il progetto “Salva il saluto” sta attirando consensi in molte altre regioni italiane, ma la volontà sarebbe quello di esportarlo anche a livello europeo con lo scopo di utilizzare il saluto come motivo d’incontro tra le  diverse nazionalità, culture e popoli del vecchio Continente. “Ecco che allora, – spiega il sindaco- nei prossimi anni potremmo raccogliere un’altra idea di questi instancabili giovani, che prevede l’identificazione di una area attrezzata per accogliere sotto il segno del saluto, tutti quei gruppi che chiedono di poter sostare nel nostro  paese durante le loro trasferte.” Tanti progetti che escono da questo piccolo cantiere di idee che si  è rivelato essere l’altrettanto piccolo  paese del basso vicentino che,  sottolineano i promotori: “Ha il vanto di non aver inventato nulla di nuovo sotto il sole; semmai, aver risposto con iniziative concrete e singolari, ad una esigenza che tutti possiamo sperimentare, per non perdere il “valore aggiunto” del saluto.”

 

A.G

                                                       

VI SAREMMO GRATI SE POTESTE DARE LUSTRO E DIFFUSIONE A QUESTA NUOVA INIZIATIVA. CON I NOSTRI PIU’ SENTITI SALUTI

 

 

"PRONTO IL PRIMO MONUMENTO SUL SALUTO IN ITALIA."

 

Non accetta commissioni. Fa solo quello che si sente, senza avere fretta. Quel "monumento sul saluto" però,  è stato amore a prima vista. E' bastato il manifesto "Salva il saluto" e la proposta fattagli dagli organizzatori dell'Associazione del Bosco delle Fate di Montegaldella, per attirare l'interesse di Guido De Tomasi. Un monumento sul saluto: il primo del suo genere in Italia che sarà un'icona per " quel gesto di cultura e civiltà  che rischia di scomparire". Un grande altorilievo di circa due metri, in  cui emerge il tipico gesto di mano espresso dall'ormai volto noto , del coevo Albano Cozza, diventato il testimonial ufficiale della campagna di sensibilizzazioni. "L'idea mi piace e il suo significato è importante per questi tempi - risponde l'artista, davanti all'opera -, per cui ho detto subito sì, senza esitazione." Prima lo studio del bozzetto, poi la scelta della pietra rigorosamente di S. Gottardo dei Berici e per ultima la fase di lavorazione scultorea vera e propria. Da un mese Guido De Tommasi sfidando il freddo e la luce è al lavoro rinchiuso nel suo laboratorio. "E' una cosa che sento di fare, e come tale è un piacere lavorarci ogni giorno. Siamo però ancora alla sbozzatura; mancano i particolari, la levigatura, e le scritte.""Insomma, - spiega De Tomasi- l'opera sarà completata solo fra un mese." In anticipo sui  tempi di consegna: quando cioè, sarà messa definitivamente a dimora dinanzi al Municipio di Montegaldella,  che grazie a questo  diventerà  ufficialmente "Il paese del Saluto". Prevedibile che per tale occasione Guido De Tomasi conoscerà l'interesse della stampa nazionale. "Non lo faccio per questo, a ottant'anni è tardi per diventare famosi - risponde ironicamente lui -, so che si tratta del primo monumento del genere; ma questo non basta per ripagarmi della soddisfazione di  sapere di essere stato scelto per realizzare un'opera così significativa."   

AG.

 

 

 

 

 

 

"SALVA IL SALUTO" RICEVE IL PATROCINIO DEL PRESIDENTE DEL SENATO: un patrocinio prestigioso per la campagna partita da 37 amministrazioni del Veneto.

 

E' arrivato  come un fulmine, giusto per celebra il primo anno di attività, dell'ormai famosa campagna regionale "Salva il saluto", partita il 20 gennaio del 2001 dal piccolo comune di  Montegaldella (Vi). Un anniversario reso davvero speciale con l'annuncio del riconoscimento sul particolare carattere culturale e sociale della campagna, espresso  direttamente dal Presidente del Senato, Marcello Pera.

"Un patrocinio certamente fuori dall'ordinario, - rileva il senatore Flavio Tredese, che ha portato a Roma l'iniziativa -, visto che si tratta del primo riconoscimento fatto dal Senato in favore di una campagna culturale come questa. Direi anche un riconoscimento speciale all'intero Veneto, e ai 37 comuni, molti dei quali padovani, trevigiani e veneziani,  che vi hanno aderito ." Il lungo quanto complesso iter seguito dal cerimoniale del Senato per motivare il patrocinio, era iniziato sei mesi fa. Dopo le indagini conoscitive, alla fine l'annuncio è arrivato nella sede del Bosco delle Fate con una lettera ufficiale: "Una sorpresa nient'affatto scontata, - rispondono gli ideatori dell'associazione "Bosco delle Fate" di Montegaldella -, tanto che avevamo quasi abbandonato la speranza di ricevere il prestigioso patrocinio.

"E' decisamente significativo - risponde Daniele Segato, neo eletto presidente dell'associazione al suo primo incarico ufficiale -, vedere come il nostro impegno sia riconosciuto anche dalla seconda autorità dello Stato. Poter affiancare al nostro logo anche quello del Senato, considerando che si tratta di un patrocinio che, come dice il senatore Tredese, è stato concesso solo in quattro occasioni in tutto il 2002 e riferite ad importanti eventi nazionali." "Questo però non basta per montarci la testa - precisa Segato -, il nostro impegno di volontariato continuerà all'insegna di quella volontà di poter diffondere "Salva il saluto", con una serie di iniziative future."Tutte molto curiose, se si considera che presto nascerà il primo "Paese del Saluto" con tanto di monumento celebrativo e una serie di concorsi e manifestazioni a tema. Soprattutto: "La prima antologia del saluto, - annuncia Segato -, realizzata grazie alla collaborazione con la Regione Veneto con cui stiamo pianificando un intervento direttamente nelle scuole con tanto di libro, cd musicale inedito e videocassetta interattiva."  Adire che, è ancora troppo presto dover "salutare" una campagna che ha fatto del saluto una bandiera, sempre più italiana.

 

 

 

 

PRESENTATO IL PRIMO CALENDARIO SUL SALUTO AD UN ANNO DALL'INIZIO DELLA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE INDETTA DAL BOSCO DELLE FATE E 37 COMUNI DEL VENETO.

 

Un nuovo calendario? Tranquilli, se c'è chi con facilità si sveste per promozione, è giusto ricordare chi invece sceglie di usare la promozione per lanciare messaggi sociali rivestendosi di buoni propositi. Accade così che l'ormai conosciuta campagna regionale "Salva il Saluto", battezzata giusto un anno fa con 37amministrazioni del Veneto  che gli  fanno da padrini, abbia sfruttato la tendenza dei calendari patinata, per promuoverne uno davvero curioso. " Un calendario mignon , - come mostrano gli ideatori dell'Ass. culturale Il Bosco delle Fate di Montegaldella- che  proprio per le sue ridotte dimensioni ha poco a che vedere con i calendari "maggiori", in voga nelle edicole in questi giorni. Niente zinne o corpi statuari come si potrebbe immaginare, ma un improbabile quanto artistico segnale stradale di "precedenza al saluto", preso a prestito dal codice della strada con un omino stilizzato che saluta." "E' un simpatico omaggio che abbiamo voluto fare ai tanti che hanno risposto con sorprendente entusiasmo alla nascita di questa iniziativa, in favore di quel gesto di civiltà e cultura che rischia di scomparire dalle nostre abitudini quotidiane." Ecco allora che nella ridda di calendari in circolazione, quello del saluto porta un nuovo entusiasmo al  bilancio più che positivo ottenuto in questi primi dodici mesi di campagna regionale. "Diciamo che le idee stanno nascendo man mano, - sottolineano dall'Associazione- , cosicché stando ai numeri delle visite al nostro sito ufficiale www.boscodellefate.com , c'è da dire che se pensavamo di concludere l'intera operazione in dodici mesi, oggi possiamo  dire che il  consenso verso il saluto non solo è cresciuto, ma riserverà ancora nuove sorprese per il futuro."

E' già in lavorazione un monumento di pietra, il primo del suo genere in Italia, dedicato a questo gesto di civiltà che sarà inaugurato a Montegaldella il prossimo anno. Intanto, questo piccolo paese  diventato ormai  celebre per essere il "paese del saluto", sta ufficializzando il nuovo riconoscimento a partire dalle insegne stradali. Al sindaco chiediamo se oltre a questo, presto vedremo in paese anche i nuovi segnali per la precedenza al saluto? "Per ora, più che aumentare la confusione dei nostri automobilisti, accontentiamoci di infrangere le regole dell'apatia - risponde il primo cittadino - ovvero, di quella indifferenza dilagante che ci spinge a dover creare e sostenere campagne sociali come questa."

Dovremmo così accontentarci di vedere il nuovo simbolo solo sulla copertina dei calendari che si possono richiedere gratuitamente al sito ufficiale.  Non sia altro almeno per ricordarci che, l'augurio di buon anno inizia sempre con un gesto di mano.

 

 

 

 

IL SALUTO IN RAI, CONQUISTA ANCHE PIPPO BAUDO.

A MONTEGALDELLA PAESE DEL SALUTO , PRESTO UN MONUMENTO.

Alla fine per "Salva il Saluto" è arrivato il gesto tanto atteso: il segno di pace con il sindaco di Codogno, e un riconoscimento inaspettato in diretta anche di Pippo Baudo. E' accaduto durante la trasmissione "Cominciamo bene" di RaiTre di giovedì scorso, interamente dedicata alle differenze tra la provincia e la città.  Così la campagna regionale che da mesi fa parlare di sé grazie anche alla massiccia adesione di comuni che vi hanno aderito, è diventata per i conduttori, il filo d'intreccio per tutto il programma. "Pensavamo di dover presentare l'iniziativa - ha sottolineato uno dei responsabili dell'associazione di Montegaldella- con una manciata di minuti, invece ci siamo accorti che tutti gli ospiti, compresa la telefonata improvvisa del mattatore Baudo, hanno avvallato l'evidenza di un problema come "la scomparsa del saluto", con considerazioni e aspetti diversi." Per chi si aspettava invece di vedere scontri d'interesse con il sindaco di Codogno, anche lui invitato in studio, a causa della polemica scoppiata sul Corriere della Sera sull'evidente plagio d'immagine che i volontari di Montegaldella avevano subito dopo che il comune lombardo aveva fatto stampare per conto proprio identici manifesti finiti in tutti i giornali e tv nazionali, è rimasto deluso. "I toni pacati, ma diciamo pure la volontà di mostrare che i sentimenti e i valori che tutti dobbiamo difendere - è stato detto in trasmissione -, non hanno prezzo o diritti d'immagine. Anche se va sottolineato il buon senso e il rispetto per l'impegno dei volontari."  "Ciò che è accaduto è stato un errore di leggerezza da parte nostra - ha risposta il sindaco di Codogno, Croce-, travolti dall'entusiasmo per l'iniziativa del Bosco delle Fate, che c'è parsa da subito una cosa utile quanto buona anche per la nostra gente." Pace fatta dunque, o per meglio dire accordo raggiunto, così da concertare per il futuro quello che sarà l'ampliamento in altre regioni di "Salva il Saluto". "Piace molto questa nostra proposta, - ha commentato il presidente dell'associazione Paolo Bettini-, a tal punto che non solo stiamo pensando   di estendere l'iniziativa ai molti comuni che continuano a fare richiesta, perciò pensiamo ad una seconda tornata entro pochi mesi, ma il nostro sforzo verte ora verso una nuova idea concertata con la Regione Veneto per realizzare un Cd con brani eseguiti dal coro "Arcobaleno" di Padova che ha recentemente lavorato anche con gli U2 e Bocelli, e il promettente gruppo rap vicentino "Majestik 12", che hanno realizzato brani inediti sul saluto. Sarà poi stampata "l'Antologia del Saluto" con testimonianze inedite di personaggi della cultura e dello spettacolo, un cartone animato e un gioco didattico Cd-rom, il tutto distribuito in migliaia di copie nelle diverse scuole del Veneto."

Ma l'esplosiva vena creativa di questi giovani pare non si esaurisca così: infatti, hanno annunciato che entro l'anno Montegaldella sarà ufficialmente battezzata come "Il paese del saluto", tanto da avere una specifica puntualizzazione sulle segnaletiche stradali e sullo stipite della porta comunale in cui si legge già oggi : " Il saluto è lo spirito di una comunità."

"Stiamo anche studiando la messa in opera di un monumento, il primo in assoluto nel suo genere in Italia, dedicato a "quel gesto di cultura e civiltà che rischia di scomparire."  Non si direbbe, vista l'attenzione e il richiamo che il saluto sta avendo in tutta Italia e non solo, visto che è di pochi giorni fa la notizia giunta via e-mail della pubblicazione di un ampio servizio firmato da un docente universitario di Buenos Aires, pubblicato sul prestigioso "Naciòn", interamente dedicata a quest'iniziativa italiana e veneta.

 

A.G .

 

 

Campagna "Salva il saluto",  un'idea che va a ruba. Un comune lombardo ruba al Veneto un'iniziativa con ben 37 comuni

E' il caso di dire che il saluto : va a ruba. Visto che  arrivata come un fulmine la notizia comparsa in prima pagina sul "Corriere" di oggi, con l'autorevole  firma di Beppe Servegnini  che dice: "Manifesti a Codogno per rilanciare l'abitudine a dire  buongiorno… ricominciamo a salutarci. Cento manifesti per il saluto." Un fulmine che ha destato piacere e sgomento presso l'Ass. culturale Bosco delle Fate di Montegaldella, che si è vista così espropriarsi l'idea, il manifesto e i contenuti, di quella che da ben otto mesi è  la prima originale campagna "Salva il Saluto" a cui hanno aderito ben 37 tra le maggiori amministrazioni del Veneto.

"E' un piacere - dicono i responsabili dell'Associazione -, vedere ancora una volta come l'intuizione e la necessità di una campagna "salutare" come la nostra, sia condivisa anche da altri comuni in ambito nazionale.

Sgomento - continuano i volontari -, osservare come  si sia arrivati ad appropriarsi in toto di una iniziativa a tal punto che, il Comune  e la Pro loco di Codogno (Lodi)  non solo si sono ispirati, ma hanno anche  ripreso l'intero manifesto cancellando i loghi delle amministrazioni venete e sovrapponendolo con il loro."  "Non si tratta di una guerra alle intenzione o alle  immagini, visto che il fine è e rimane lo stesso. Semmai, un gesto di buon senso quello di non attribuirsi il merito  di un'iniziativa che è nata a Montegaldella (per essere fiscali), con  oltre 15mila manifesti distribuiti, 250mila cartoline, spot televisivi e radiofonici, pagine speciali su Internet (www.boscodellefate.com) , la prima "Antologia sul saluto" con decine di firme autorevoli, interviste radiofoniche e televisive. Articoli su giornali nazionali e locali e un futuro progetto didattico con la Regione per tutte le scuole." "Insomma - rispondono dal Bosco delle Fate -, ci pare insensato dire com'è scritto sul Corriere: "Bravi a Codogno, hanno speso poco e hanno avuto una buona idea!" "Certo che hanno speso poco: visto che l'idea, i testi e le immagini sono gli stessi riproposti sui nostri manifesti. Siamo certi che è una buona idea (la loro), considerando che l'esclusiva del "saluto" non è prerogativa di alcuno. Ma dire di essere i primi, i più bravi e i più fantasiosi, in questo caso vuol proprio dire sostanzialmente voler  mancare di rispetto a  tutti quei volontari come noi, che da mesi lavorano per far nascere, crescere e conoscere la vera iniziativa di "Salva il Saluto" .

(segue)

 

 

Altrettanto sconcertante è stata la considerazione giunta dal Comune di Codogno, contattato direttamente con la dichiarazione: "La Pro loco ha preso il vostro manifesto in un comune del bellunese (che ha aderito e finanziato l'iniziativa. ndr) e ce l'ha proposto così: con il nostro marchio e logo. Anche se con qualche  riserva, abbiamo  sottoscritto l'idea: purtroppo con troppa leggerezza. Sì, abbiamo copiato…"

Superficialità a parte, la volontà di poter collaborare con chiunque intende sostenere che  il "saluto è un gesto di cultura e civiltà che sta scomparendo" non ci è mai mancata. Diverso è invece usare un'iniziativa come questa, facendola propria  e millantando di aver "speso poco" a vantaggio della propria immagine. Che poco ha a che vedere (se non nello spirito) con la campagna regionale come la nostra, nata e cresciuta nel Veneto, che continua a riservare sorprese per il prossimo futuro. Avvertiti dunque i copiatori, con un saluto particolare.  

 

 

 

dal Gazzettino del 3 agosto 2002

 

VICENZA Un Comune lombardo copia pari pari la campagna lanciata da un’associazione di Montegaldella per recuperare un’usanza caduta nel dimenticatoio

«Salva il saluto», un'ottima idea. Al punto che è andata a ruba

 

Vicenza

Da cosa si capisce che un'idea è buona? Semplice: dal fatto che va a ruba. E letteralmente a ruba è anbdata l'idea della campagna «Salva il saluto», che un'associazione vicentina aveva lanciato mesi fa con grande successo, e che è stata copiata pari pari (senza peraltro indicare il copyright) da un Comune lombardo. Cosa della quale forse i volontari vicentini non avrebbero mai saputo nulla, se l'iniziativa del Comune in questione non fosse piaciuta al «Corriere della Sera» al punto da fargli dedicare un articolo affidato a una delle firme più prestigiose del quotidiano, Beppe Severgnini.

L'idea è quella della campagna «Salva il saluto», nata per iniziativa dell'Associazione culturale Bosco delle Fate: un gruppo di Montegaldella, che si è reso promotore di tante simpatiche iniziative, come si può verificare visitando il suo sito Internet (www.boscodellefate.com). L'intenzione era quella di recuperare la bella abitudine di salutarsi per strada, quando ci si incontra: consuetudine ormai scomparsa perfino tra vicini di pianerottolo. Come i ragazzi di Montegaldella l'hanno lanciata, hanno ottenuto subito una straordinaria risposta: vi hanno aderito una quarantina di amministrazioni del Veneto; e col prossimo anno scolastico in tutti gli istituti, dalle elementari alle superiori, girerà un Cd per farla conoscere a tappeto.

La campagna ha anche un testimonial, Albano Cozza, un vechcio alpino che vive a Montegaldella, e che ha accettato con entusiasmo l'idea di prestare il suo volto al recupero di un gesto in cui lui crede per cultura e convinzione. A copiare il tutto è stato Codogno, Comune lombardo, che non ha avuto difficoltà a spiegare candidamente l'accaduto a quelli del Bosco delle Fate: secondo la sua versione, è stata la Pro loco della stessa Codogno a prendere pari pari un manifesto apparso in un Comune del Bellunese, e a proporlo al proprio Comune così, con tanto di marchio.

Antonio Gregolin, animatore del Bosco delle Fate, commenta: «Certo, è un piacere vedere ancora una volta come l'intuizione e la necessità di una campagna "salutare" come la nostra sia condivisa pure da altre realtà in giro per l'Italia. Ma desta anche sgomento osservare come ci sia appropriati dell'iniziativa cancellando il nostro logo e sostituendolo con un altro. Qui non si tratta di fare guerra alle intenzioni o alle immagini, visto che il fine è e rimane lo sresso. Ma l'importante è che non ci si attribuisca il merito di un'iniziativa altrui, perché questo significa mancare di rispetto a tutti quei volontari come noi, che da mesi lavorano per far nascere, crescere e conoscere una campagna del genere».

F.J.

 

dal Giornale di Vicenza del 3 agosto 2002

 

"Mea culpa" della Pro loco di Codogno per lo scippo dell’iniziativa e pace fatta con Montegaldella

Il saluto ha avuto la meglio

«L’importante è tutelare il valore della nostra idea»

 

«Basta, non vogliamo dare vita ad ulteriori polemiche né commentare nuovamente lo "scippo" della Pro Loco di Codogno. Abbiamo alzato la nostra voce per precisare in modo deciso che la campagna di sensibilizzazione a favore del Saluto è stata ideata da noi volontari dell'Associazione Bosco delle Fate. Lo abbiamo fatto perché crediamo che questa idea abbia un grande significato intrinseco che non può essere soggetto a strumentalizzazioni».
Il tono di Antonio Gregolin, coordinatore del Gruppo di Montegaldella, il giorno dopo le polemiche è pacato, quasi disteso. L'ingiusta appropriazione dell'iniziativa "Salva il Saluto" da parte della Pro Loco di Codogno (provincia di Lodi) di certo non è piaciuta ai volontari del Bosco delle Fate.
Intanto dal Centro del Lodigiano, arrivano le scuse ufficiali; anche se dicono che il tutto è stato fatto in buona fede. Secondo quanto riportato, infatti, pare non ci sia stata alcuna preventiva intenzione di sottrarre la paternità dell'iniziativa al Gruppo di Montegaldella. Anche se quelli del Bosco delle Fate sul punto sono scettici.
Probabilmente il "mea culpa" del portavoce della Pro Loco di Codogno e le ammissioni sulla sottrazione dell'idea e dei manifesti hanno in qualche modo placato i toni di questa disputa.
Ora i volontari del "Bosco delle Fate" non vogliono gettare benzina sul fuoco, consapevoli che comunque sia, questa vicenda ha fatto molto parlare.
La "crociata" per il saluto è stata infatti rilanciata a più riprese da molti quotidiani anche di tiratura nazionale tanto che ieri i coordinatori del Gruppo di Montegaldella hanno addirittura rilasciato interviste a radio e tv: evidentemente lo spazio dedicato dal Corriere della Sera alla notizia è servito da cassa di risonanza.
La pubblicità - questo è l'auspicio del Gruppo di Montegaldella - data al singolare progetto di rilancio del Saluto, è forse servita a definire in modo più significativo anche il messaggio che sta alla base della campagna. Lo sostiene anche Gregolin che vuole nuovamente sottolineare l'obiettivo di "Salva il Saluto", progetto che continuerà ad essere portato avanti attivamente dagli stessi volontari.
«Non vorremmo essere fraintesi: non si tratta solo di un discorso di immagine. Rivendicare la paternità di questa iniziativa significa soprattutto tutelarne il suo valore culturale e umano. D'altra parte anche Severgnini nel suo articolo di mercoledì ha precisato che questa idea ha un grande valore. L'importante è che non venga strumentalizzata».

Matteo Marcolin

 

AVVENIRE del 2 giugno 2002

 

UNO SPOT, UN SALUTO E UN INCONTRO 57 ANNI DOPO.

 

Quando la pubblicità fa bene al "saluto".

L'idea è nata in un piccolo paese del profondo Nordest, Montegaldella (Vi), ma raccoglie il consenso di chi sostiene che ormai il salutarsi sia un gesto sempre più raro, a tal punto da dovergli dedicare in sua difesa una campagna di sensibilizzazione. "Salva il saluto" è il nome della prima campagna nazionale promossa dall'Associazione culturale il "Bosco delle Fate", sottoscritta da ben 37 tra le maggiori amministrazioni comunali del Veneto.

"Perché allora non pensare di salvaguardare la semplicità di quel valore che il saluto rappresenta  -  sottolineano i volontari -, come gesto di civiltà e cultura che sta scomparendo dai nostri paesi e città.  La campagna parte dal nord, proprio perché in queste regioni a differenza del sud, ci si saluta sempre meno. Un modo per  recuperare un atto non soltanto formale, come spiegano le curiose pagine del sito ufficiale www.boscodellefate.org, ma soprattutto un sistema per incentivare l'incontro tra le persone e le culture." " Chi saluta aumenta la propria simpatia." come si legge sui manifesti affissi nelle  città  venete coinvolte.

Testimone di questa campagna è Albano Cozza, 82 anni di Montegalda, diventato "famoso alla sua età" - dice lui -,  per  merito di quella sua immagine che lo ritrae mentre saluta una coppia di giovani. "Non potevamo scegliere un'immagine quieta e famigliare come quella di Albano -rispondono quelli del Bosco delle Fate-, che ci ricorda  quella del nonno ideale."

Anche perché l'usanza di "saudare tuti, boce o veci" come spiega Albano ci è stata trasmessa dalla famiglia: " Ancò i te varda  par storto se te ghe disi ciao!" La notorietà ha però altri lati sorprendenti, così da riservare al "nonno del saluto" una sorpresa del tutto inaspettata. Quella di rincontrare un vecchio amico di tincea, salutato per l'ultima volta ben 57 anni prima dopo il rientro dalla guerra in Albania.

E' capitato che una fortuita serie di circostanze e alcuni passaggi televisivi, ha fatto sì che qualche settimana fa Albano Cozza rispondesse ad una telefonata che gli chiedeva:  "Armonica, sito tì? Ciao, son Italo Moro te ricordito…"

Cinquantasette anni dopo il loro incontro è parso un salto nella storia di quei due "giovani" che si sono ritrovati oggi anziani, uno in carrozzina e l'altro con il bastone, ma con ancora la voglia di cantare e suonare quella "armonica" per cui Albano era diventato famoso  in Albania. " "L'alpino Albano - ricorda l'amico ritrovato Italo-, era un soldato con fucile e la fisarmonica sulle spalle. Lo chiamavano tutti, soprattutto quei soldati che gli chiedevano di allietargli le ore prima dell'assalto finale…"

Cinquant'anni di lontananza cancellati dalla  semplicità  di un "ciao". Un saluto che per loro ha il senso di tutta una vicenda, lo stesso di cui si fregia anche la campagna di sensibilizzazione  "Salva il saluto", che da oggi  ha un motivo in più per dire  di essere utile quanto necessaria. Forse perché, continuare a salutarsi ha ancora una sua validità, a fronte di quella dilagante abitudine moderna di  chi preferisce rispondere con il silenzio a un saluto per semplice che sia: ciao!

 

ANTONIO GREGOLIN

 

CIAO ARMONICA: IL VOLTO DELLA CAMPAGNA "SALVA IL SALUTO":  INCONTRA DOPO 57 ANNI IL SUO COMPAGNO DI TRINCEA.

Una foto, una campagna di sensibilizzazione e un incontro insperato, il tutto merito del saluto. Ovvero, di quella campagna promossa dall'Associazione Culturale Bosco delle fate di Montegaldella che ha conquistato l'interesse di ben 37 comuni del Veneto. Albano Cozza di Montegalda, è ormai diventato famoso  per aver prestato il suo volto  a questa campagna. Una immagine quella dell'anziano coi baffi che saluta due giovani innamorati, che ha fatto il giro della Regione mostrando così il valore  e l'originalità di un'iniziativa  che mira a difendere il saluto, dall'estinzione dai gesti personali e sociali di cui tutti ci sentiamo inevitabilmente orfani. Un successo che si doveva concludere in tre mesi con manifesti, cartoline, spot televisivi e radiofonici, mentre invece visto l'entusiasmo con cui è stata accolta l'iniziativa, per il prossimo futuro è prevista l'uscita di un Cd con una canzone inedita dedicata al saluto realizzata dal coro Arcobaleno di Padova, che anticiperà l'avvio nel prossimo settembre di  un concorso per tutte le scuole della Regione. "Tutto mi aspettavo -  sottolinea il vecchio Albano-, ma non quello di arrivare alla mia età ed essere salutato dalla gente per strada che mi riconosce!" E' probabile che proprio per questo suo volto di nonno coccolone, coi suoi baffetti che ha sempre mostrato fin da  giovane, gli abbia permesso di essere riconosciuto da quel suo amico di trincea di cui aveva perso le tracce mezzo secolo fa. Soldati del fronte di Albania del 1943: superstiti come direbbe qualcuno, visto che dei 1300 militi della 141esima Compagnia del Battaglione Bolzano imbarcati dall'Italia, sono ritornati in pochi ed oggi si sono riabbracciati uno con il bastone, l'atro in carrozzina. Albano Cozza e Italo allora erano due "boce", oggi  ad 82 anni il ricordo di quei momenti non l'hanno dimenticato. "Ciao Armonica, sito tiii?", così gli ha risposto Italo Moro ricordandosi della grande passione di quel soldato Cozza di Montegalda che al fucile preferiva la fisarmonica. Una fisarmonica che è partita e ritornata con lui dal fronte, ed oggi è in un angolo della sua casa ancora funzionante e pronta all'uso, come tiene a sottolineare Albano. "Savessi quanti sodai che gò tegnù allegri con quea lì! Tutti me ciamava "Armonica", proprio parchè gero bon a sonare sia ea fisarmonica  che el mandoin… Armonica, vien qua che sonemo e cantemo. Eo gò fatto anca  prima dea giornata pì dura sul fronte, quel 9 marzo 1941 quando sferrammo l'attacco alle postasiòn greche, nelle montagne di Puntanord. Quel giorno me sembrava che le bombe le fosse semenae come se fà col sorgo…" ricorda Albano Cozza. Da anni Albano confessa di aver cercato invano  il compagno Italo di Cassola. Qualche giorno fa l'insperato incontro. Con Albano c'era anche la moglie Luigia: "I se gà vardà, e coi oci lucidi i se gà basà disendose, ciao Armmonica! Ciao Itaeo! Poche robe, ma sufficienti par capire che queo gera quasi un miracoeo…" Raccontarsi 57 anni di storia non è facile, ma sicuramente quel loro laconico e sincero saluto, ha mantenuto integro il significato autentico  di un "ciao" capace di ringiovanire nello spirito questi due amici, soldati e oggi nonni. "A te gò visto anca in teevisìon - gli ha risposto Italo-, ma adesso quando te vedarò mentre te saeudi la zente,  alsarò anca mì qua da casa la me man, par dirte ciao Armonica, come gò sempre fato e sempre farò!"

 

   Testo e foto ANTONIO GREGOLIN

 

Salvare il saluto, per incontrarsi ancora All’iniziativa aderiscono Mauro Corona, Don Mazzi, Mario Rigoni Stern, Tonino Guerra 

Salvate il soldato Cozza. Perché Cozza Alvaro, classe 1918, vicentino di Montegalda, da ieri sta combattendo in prima fila a nome di tutti noi una battaglia di civiltà: quella del saluto. Una parola, un gesto, un atteggiamento, che stanno indecorosamente sparendo dai nostri orizzonti globalizzati, rendendoci vittime della fretta, dell'imbarazzo, della paura di noi stessi e degli altri. E che una benemerita associazione vicentina si propone invece di tenere in vita e rilanciare, contro l'in-cultura dell'in-differenza. 

Il gruppo di resistenza si chiama «Il bosco delle fate», e ha sede a Montegaldella. A due passi da lì c'è Montegalda, dove per l'appunto trascorre con grande vitalità i suoi giorni Alvaro Cozza, 83 anni, scelto da quelli del «bosco» come testimonial di uno spot presentato ieri a Verona, punta di diamante di una campagna di rilancio dell'uso del saluto che ha trovato l'appoggio convinto di una quarantina di amministrazioni locali venete e di esponenti autorevoli del mondo della cultura. 

Tra di loro c'è un tipo tosto come Mauro Corona, boscaiolo, scultore e scrittore furlano radicato nelle sue montagne di Erto, che tra la propria pelle e il resto del mondo tiene come unica intercapedine, pure d'inverno, una canottiera. E che dunque ha sviluppato una particolare sensibilità verso ciò che gli giunge addosso, indifferenza compresa: «Vedo i ragazzi che vengono fin quassù con le scolaresche, nessuno saluta più come una volta». Lui invece saluta tutto e tutti, con una formula splendida quanto inedita, «buona vita». E spiega che «la mia è una vita fatta di saluti, per coloro che sono vivi e per quanti sono morti». 

Racconta, Corona, del suo grande amico Cice Caprin, «boscaiolo di vecchio stampo, che sul punto di morire mi salutò dicendomi, "se veden doman... tornem nel bosco a far legna". Tenevo la mia mano sulla sua spalla, ma erano i nostri sguardi che s'incontravano e si salutavano per sempre. Lui sapeva che stava per congedarsi dalla vita. Sapevamo ambedue che quello non era un addio, ma solo un arrivederci. Sì, perché ci si può anche salutare con uno sguardo». È anche per questo che Mauro Corona, quando saluta qualcuno, lo guarda dritto negli occhi, «come fanno gli animali: solo così puoi capire se colui che ti risponde è generoso e lo fa col cuore». 

Il Nordest, di cui Corona è esponente solido come una quercia, ha più titolo di tutti per tenere in piedi questa campagna di rilancio del saluto: perché il diffusissimo «ciao» discende pari pari dal veneziano «s-ciao tuo», servo vostro. Come ha ricordato ai presenti ieri a Verona la maschera di Arlecchino, facendo di colpo irruzione in sala per sottolineare quanto valore comunicativo, e soprattutto globale, abbia quel «ciao». E don Antonio Mazzi, altro testimonial dell'iniziativa, ha insistito sempre ieri sul fatto che il saluto avvicina le persone, specie in questi tempi di fretta dannata, in cui il tempo vale oro; o almeno così ci illudiamo. Lui, per la sua parte, si è impegnato ad esportare questa campagna di civiltà anche in Lombardia, «dove perfino salire su un treno o scendere da una macchina viene ritenuta una perdita di tempo». 

Ci sono altri supporter della «battaglia del ciao». Mario Rigoni Stern, dalla sua montagna e dai suoi boschi di Asiago, fa sapere che «un saluto è un gesto che non costa nulla, ma può dire molto», e aggiunge che la campagna per rilanciarlo «non può che far bene a noi gente di montagna, cone a quelli di pianura, fino al mare. Salutare, in fondo, fa bene a tutti». Tonino Guerra, poeta e scrittore, regista e sceneggiatore, romagnolo sanguigno, estende l'idea: «Dovremmo salutare non solo le persone, ma anche le piante. Sissignore, le vecchie piante, come t'insegnano a fare in Russia». E racconta di quella volta che vicino a Mosca lo invitarono a salutare un vecchio albero e ad abbracciarlo, «perché a lui avrei dato il mio rispetto e in cambio avrei ricevuto la sua forza». 

Alla campagna ha aderito anche Luigi Bacialli, direttore del «Gazzettino», tenendo a sottolineare che «un tempo il saluto era un pilastro della buona educazione», mentre ai tempi d'oggi «gli unici a sbracciarsi per mandare un "salutino" ai parenti sono gli ospiti dello studio televisivo inquadrati dalla telecamera». Riportiamo il saluto in strada, chiede a gran voce «Il bosco delle fate», attraverso un vero e proprio manifesto su cui campeggia lo slogan «Chi saluta aumenta la sua simpatia». E che sarà appoggiato dallo spot televisivo imperniato su Alvaro Cozza, da 200.000 cartoline, da 6.000 manifesti, da 5.000 calendari. Un battage destinato a durare tre mesi, e a concludersi ad aprile con una grande festa, ospite un personaggio misterioso annunciato ieri a Verona, di cui viene coperto il nome. Ma sarà uno che farà colpo, assicurano gli organizzatori. 

È tutt'altro che un angolo di pura evasione, tanto meno di folklore: «Chi saluta mantiene viva una cultura, migliora una società e contribuisce a migliorare la propria esistenza», spiegano gli inquilini del «bosco delle fate». I quali abbinano alla campagna un'iniziativa particolare: «Grazie ai fondi ricavati con l'intervento di decine di amministrazioni comunali di tutto il Veneto, contribuiremo ad aiutare a uscire dall'alcool e dalla droga un gruppo di giovani profughi serbi, che vivono in uno dei tanti campi ancora esistenti in Bosnia, a sei anni dalla guerra». 

Già, perché ci sono tanti modi di salutare una persona, nelle culture di tutti i tempi e tutte le latitudini; ma lo spirito è sempre quello, dargli un attestato che ne certifica l'esistenza. E non è poco, in un mondo affollato di estranei, dove le comunità si sono sbriciolate in somme di individui, ciascuno estraneo all'altro come a se stesso, tutti di corsa verso il vuoto. Prima che finiscano nel burrone, c'è chi si sta dando da fare per stendere un robusto guard-rail fatto di «ciao». Su cui campeggia, a mo' di bandiera, la gloriosa ed invitta canottiera di Mauro Corona. Con sopra inciso quello slogan, «buona vita», che è molto più di un saluto: è una botta di vita.

 

Articolo di FRANCESCO JORI de IL GAZZETTINO 22 dic. 2001

 

SALVA IL SALUTO: Presentata la singolare campagna che coinvolgerà  37 comuni del VENETO. Presto forse anche in Lombardia.

  

Il saluto rischia di scomparire? Si, forse o non più dopo che 37 comuni del Veneto hanno aderito alla prima campagna  in favore di questo gesto di civiltà e cultura così presente nel nostro quotidiano. Padova, Verona, Rovigo, Treviso, Venezia, Belluno e Vicenza sono tra  le maggiori città venete che hanno partecipato alla presentazione ufficiale della campagna "Salva il Saluto", ideata e promossa dall'Ass. Bosco delle Fate di Montegaldella, presentata ieri nel Municipio di Verona.

"E' chiaro come la fretta di questa società si stia appropriando anche della buona abitudine di salutarsi!"  ha  spiegato  don Mazzi volto noto della televisione, intervenuto a Verona in qualità di testimonial ufficiale.

"Quel gesto di civiltà e cultura che ci appartiene", com'è scritto negli oltre 7mila manifesti e 25mila cartoline che presto saranno distribuite nei diversi comuni, a partire da Padova, Treviso e Venezia, rischia di scomparire dalla nostra quotidianità. Un messaggio che è stato sottolineato anche dall'intervento del vicesindaco di Verona Luca Bajona, che ha detto : "Campagne come questa, non solo hanno un importante ed originale valore sociale, ma mirano a migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini." Inutile dire che il problema c'è ed è evidente; ci si saluta sempre meno e spesso, ignorando il vero significato di parole semplici come ciao.

Non poteva allora che essere il celebre Arlecchino, interpretato dall'attore vicentino Alessandro Bonollo, a rompere il silenzio della Sala degli Arazzi di Verona, spiegando  il significato tutto veneziano dell'ormai famoso "s-ciao tuo",  diventato di uso comune in gran parte del mondo. "Un gesto più che nostrano, ma soprattutto un motivo d'incontro tra le persone, - ha ribadito Paolo Bettini, presidente del Bosco delle Fate-, per questo crediamo che la nostra proposta vada oltre la formalità e finisca con l'essere  una possibilità in più di dialogo tra la gente." "Chi saluta aumenta la sua simpatia e l'Italia piace anche per questo!" è specificato nel manifesto ufficiale. " Un impegno - ribadiscono i promotori -  che dimostra come il Nordest non  sia solo noto per la sua economia, ma anche speriamo per quelle forme di sensibilizzazione che esaltano il valore della civiltà dei veneti!"

"Una campagna che proprio per il suo significato, semplice quanto efficace, - ha precisato don Mazzi- dovrebbe essere esportata in tutto il tutto il Nordest, laddove la fretta ci rende ciechi di fronte alla costante perdita dei valori. Ecco allora perché il significato proprio del salutarsi è anche di per sé  un augurio di Natale"

"Dovremmo ricordarlo soprattutto ad ebrei e palestinesi proprio in questi tempi, che il saluto è un gesto di pace universale", come ha ricordato l'assessore Bagnara di Vicenza.   Per l'occasione è stato presentato in anteprima lo spot pubblicitario della campagna distribuito a tutte le emittenti regionali del veneto e nazionali. Immagini e suoni per dire che il saluto non è solo un atto di  sola cortesia, ma soprattutto un  gesto di cultura come spiegano le speciali pagine Web realizzate e messe in Rete nel sito ufficiale www.boscodellefate.com . Presto la presentazione della campagna anche a Padova, Treviso e Venezia con il coinvolgimento delle scuole e dei centri culturali: "Che ben si integra con quelle attività comunali, come il progetto della Città cortese - ha specificato l'assessore Pisani di Padova- in cui l'obiettivo comune è quello di ridare forza ai valori tradizionali della nostra gente."

 

A.G.

 

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